Il marketing nasce nel confessionale d’impresa

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5 Marzo 2015 - Luca Catellani

Il marketing nasce nel confessionale d’impresa

Un giorno scriverò un libro. Vorrei raccontare le esperienze che ho vissuto in tutti questi anni in cui ho svolto il mio lavoro di consulente in qualità di amministratore di una società di marketing.

Non è facile spiegare le mie competenze agli amici, credo che sia ancor più difficile comprendere il mio ruolo per chi mi conosce meno.
Penso che la seguente descrizione sia adatta a definire il ruolo che svolgo all’interno delle aziende: fotografo una realtà e propongo un progetto per raggiungere un obiettivo. Una fotografia che è costruita qualitativamente anche da un colloquio con l’imprenditore, o con l’ufficio marketing, che mi permette di comprendere come è la situazione attuale e dove si vuole andare. Certamente mi farò aiutare nella realizzazione della fotografia anche dal benchmarking con una analisi quanti/qualitativa dei competitors comparata alla analisi della realtà sulla quale costruirò il progetto. Però rimane un altro elemento, è il focus che si realizza proprio durante il colloquio con l’imprenditore, il quale mi racconta i punti di forza e di debolezza e molto spesso si apre e mi racconta di se e dei suoi timori, delle sue incertezze e delle sue perplessità, oltre che dei suoi obiettivi di marketing. E’ li, in quel momento preciso, che il mio lavoro potrebbe essere definito il “confessionale d’impresa”. Più il consulente è bravo e maggiore sarà la capacità dell’imprenditore di raccontare e raccontarsi e ulteriormente precisa sarà la fotografia che si andrà a costruire e sulla quale si costruirà il progetto.
In questi anni ho parlato con tantissime persone. Qualcuno sorride alla vista del volume enorme di biglietti da visita che ho nel mio ufficio. E’ certo che, esattamente come in un confessionale, per la mia professionalità tali colloqui rimarranno segreti. Ma c’è una cosa che vorrei raccontare in quel libro. E’ il sentimento, il desiderio di crescita, di visione, di positività che appartiene a queste persone. Persone accomunate dal fatto di avere costruito, invece di demolire, di avere investito, e di avere formato imperi dando lavoro a centinaia di famiglie.
Quel momento è anche il momento in cui il consulente di marketing, un po’ confessore e altrettanto visionario diventa una persona di riferimento con la quale costruire un altro piccolo mattone in un percorso di crescita. Ecco, è questo che vorrei raccontare, non il contenuto, ma l’emozione che fa del mio lavoro il lavoro più bello del mondo.

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