Digital marketing e HR: 3 strategie innovative per far crescere la reputazione di un brand come posto di lavoro nel 2024

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12 Aprile 2024 - Staff

Digital marketing e HR

Per accelerare la crescita è necessario che i team HR italiani abbraccino agilmente strategie di digital marketing per la talent acquisition e l’aumento della reputazione. La trasformazione è in atto, infatti, il 62% delle aziende italiane ha attivato una strategia di employer branding e il mercato HR tech italiano è in crescita del 12,4% anno su anno.

* fonti: Osservatorio Employer Branding Report 2023 e Osservatorio HR Innovation Report 2023

Si tratta di informazioni preziose per le risorse umane delle imprese, per sviluppare piani più efficaci e raggiungere con successo un mercato del lavoro sempre più competitivo, costruire una solida reputazione come datore di lavoro e distinguersi dalla concorrenza.

Gli strumenti di Digital Marketing basati su analisi, strategia, creatività e monitoraggio possono fornire alle aziende italiane il supporto necessario per ridurre la complessità di queste attività sotto diversi aspetti.

Dalla struttura delle operazioni, alla massimizzazione delle idee innovative, includendo la customizzazione e l’anticipazione delle domande: ecco come usare queste soluzioni per migliorare la tua strategia di employer branding e crescere nel 2024.

Employer branding: cos’è

Chi lavora nelle HR deve massimizzare il valore del capitale umano per il raggiungimento degli obiettivi aziendali. L’employer branding deve armonizzare tutti gli aspetti dell’esperienza del dipendente, attrarre i talenti giusti e garantire che tutti partecipino al successo dell’azienda.

Il digital marketing offre una serie di strumenti e canali per amplificare l’EVP (Employee Value Proposition) e costruire una employer branding strategy di successo.

Come ottenere il massimo dai dati e attrarre nuovi talenti

La talent acquisition è cruciale per le imprese oggi, specialmente per figure rare sul mercato. In un contesto lavorativo in continua evoluzione, la ricerca e l’acquisizione di talenti qualificati rappresenta una sfida sempre più complessa. Avviare progetti di employer branding si rivela quindi una strategia fondamentale per valorizzare il brand aziendale e renderlo più attraente ai potenziali candidati.

Un’analisi approfondita dei punti di forza dell’azienda, della sua mission e dei suoi valori, permette di costruire una EVP (Employee Value Proposition) solida e distintiva. I candidati, infatti, non solo ricercano condizioni economiche vantaggiose, ma sono anche attratti da aziende con una cultura aziendale forte, missioni chiare e ambienti di lavoro stimolanti e specializzati.

Quindi, prima di tuffarci in strategie complesse, dobbiamo capire chi siamo come azienda e cosa cercano i potenziali candidati. Questo significa raccogliere feedback dai nostri dipendenti attraverso focus group, interviste e sondaggi anonimi. Sono loro che possono darci una visione autentica della nostra cultura aziendale e delle aspettative dei futuri colleghi.

Ma non basta solo ascoltare. Abbiamo bisogno di dati concreti per prendere decisioni informate. Analizzando i nostri dati interni, come il turnover e i costi di reclutamento, possiamo avere una panoramica chiara delle nostre performancepassate e individuare le aree in cui possiamo migliorare.

Come unificare i tuoi dati HR con la strategia per trovare i migliori talenti per il tuo business

Una volta che abbiamo raccolto tutte queste informazioni, è il momento di condividere la nostra visione e stabilire gli obiettivi. Con i dati e i feedback in mano, possiamo avviare un dialogo con la nostra leadership per definire gli obiettivi chiari e le azioni necessarie per raggiungerli.

L’employer branding diventa quindi un potente strumento per comunicare al meglio la propria identità aziendale e le opportunità lavorative offerte. La visibilità del brand e delle sue peculiarità diventa fondamentale per intercettare i talenti migliori sui diversi canali, sia online che offline.

In questo contesto, la comunicazione interna assume un ruolo di primaria importanza. Un ambiente di lavoro in cui i dipendenti si sentono valorizzati e parte integrante del team rappresenta un fattore chiave per attrarre e trattenere i talenti. Promuovere una comunicazione aperta, trasparente e coinvolgente permette di rafforzare il senso di appartenenza e la fidelizzazione dei dipendenti, trasformandoli in veri e propri ambasciatori del brand.

Il web gioca un ruolo predominante nel processo di recruiting. Piattaforme social, siti web aziendali e portali dedicati alla ricerca di lavoro sono diventati canali essenziali per raggiungere i potenziali candidati. La creazione di contenuti di valore, la cura della propria reputazione online e l’utilizzo di strumenti di digital marketing mirati sono elementi chiave per una strategia di employer branding efficace.

L’integrazione delle competenze del marketing con quelle delle HR è un passo fondamentale per creare una strategia di Talent Attraction e Retention vincente. La sinergia tra queste due funzioni aziendali permette di sviluppare un approccio olistico che combina le best practice del marketing con la conoscenza specifica del contesto HR.

Perché? Perché il marketing e le HR hanno lo stesso obiettivo: attirare e fidelizzare i migliori talenti.

Come utilizzare l’intelligenza artificiale per ottimizzare le strategie di employer branding 

L’intelligenza artificiale (IA) rappresenta una nuova frontiera per le Risorse Umane e la comunicazione interna aziendale. L’automazione di compiti ripetitivi, come l’inserimento dati e la selezione CV, permette di liberare tempo strategico per attività più creative e a valore aggiunto.

L’analisi dei dati offre la possibilità di prendere decisioni HR informate, basate su previsioni di trend e ottimizzazione della pianificazione. L’IA può inoltre contribuire a rendere il branding aziendale più moderno e attraente, offrendo esperienze di candidatura personalizzate e monitorando l’efficacia delle campagne di employer branding.

Nella comunicazione interna, l’IA permette di personalizzare i messaggi, semplificare l’accesso alle informazioni e monitorare il clima aziendale. Promuovere equità e oggettività nei processi di selezione e valutazione rappresenta un valore aggiunto non indifferente.

 

L’utilizzo dell’IA richiede pianificazione e formazione adeguata, ma i benefici in termini di efficienza, competitività e attrattività aziendale sono significativi.

 

In conclusione, l’employer branding nel digital marketing, integrato con l’utilizzo strategico di strumenti digitali, come l’intelligenza artificiale, rappresenta una leva fondamentale per il successo delle aziende nel presente e nel futuro.

L’implementazione di una strategia efficace permette di attrarre e trattenere i talenti migliori, costruire una reputazione aziendale solida e competitiva e raggiungere un vantaggio strategico nel mercato del lavoro. Fissa un appuntamento con uno specialist Lovemark per approfondire l’argomento.

Lead nurturing B2B con HubSpot

Le campagne di lead generation B2B fatte con HubSpot portano tantissimi visitatori sul sito, un tasso di conversione più che accettabile, ma pochi si trasformano in clienti effettivi. Perché? Le ragioni di questo fenomeno possono essere diverse, con la principale che riguarda la mancanza di una strategia di lead nurturing efficace. Questa strategia consente di coltivare il rapporto con i contatti, guidandoli gradualmente verso l’acquisto di un prodotto o servizio.

Il nurturing dei prospect è la fase in cui veramente si “riscalda” il pubblico, lo si educa e lo si convince che il nostro prodotto o servizio è ciò di cui ha bisogno. In altre parole, costruiamo una relazione.

Con HubSpot, grazie all’analisi avanzata dei dati, possiamo comprendere meglio chi sono i tuoi prospect, cosa li interessa e come interagiscono con i tuoi contenuti. Con queste informazioni, possiamo creare campagne di nurturing altamente personalizzate, inviando loro il giusto contenuto al momento giusto.

Ma questo richiede, ovviamente, tanta creatività. Non basta semplicemente inviare una serie di e-mail standardizzate. Dobbiamo catturare l’immaginazione dei prospect, tenerli coinvolti e farli desiderare di sapere di più. Vediamo più nello specifico come.

HubSpot, strategie di lead nurturing: come funziona

  • I topic workflow si rivelano particolarmente efficaci nel mirare con precisione alle esigenze espresse dal lead. Attraverso l’utilizzo del topic workflow di HubSpot, è possibile creare e inviare e-mail personalizzate a contatti con esigenze Ad esempio, se un contatto ha manifestato interesse per informazioni sulla SEO, mentre un altro è interessato alla strategia di Social Media Marketing, è improbabile che un’unica e-mail possa soddisfare entrambe queste esigenze così diverse. Il topic workflow analizza il comportamento dell’utente sul sito web tramite l’uso di cookie e successivamente invia e-mail pertinenti in base ai suoi interessi.”
  • Engagement e re-engagement workflow: il primo (engagement workflow) si riferisce a tutti quei potenziali clienti caldi, molto vicini all’acquisto, quelli che hanno prenotato una consulenza o richiesto ulteriori informazioni su un prodotto. Qui la strategia di e-mail nurturing dovrebbe includere i seguenti passaggi:
    Presentazione dei prodotti e servizi
    come risposta al bisogno espresso dal consumatore;
    2. Offerta di contenuti o risorse che mostrano la soluzione in azione (ad esempio, uno studio di caso che descrive i risultati ottenuti);
    3. Call to action
    che rimanda alla pagina con i prezzi dei prodotti e servizi.Il secondo (re-engagement workflow), si riferisce a un altro tipo di pubblico, quello che ha interagito con l’impresa mesi fa per poi sparire. Con HubSpot, puoi inviare loro e-mail mirate: un primo messaggio e-mail che comunichi al destinatario, le ultime novità riguardanti l’azienda, i suoi prodotti o servizi; un secondo messaggio e-mail con un sondaggio interattivo, finalizzato a conoscere meglio il lead e offrirgli la soluzione ottimale in base alle sue esigenze, stimolando un nuovo coinvolgimento e un terzo messaggio e-mail dovrà contenere un messaggio incisivo, in grado di spingere l’utente a compiere un’azione, oppure una conclusione, nel caso in cui non abbia manifestato interesse per i messaggi precedenti.

N.B. Questi flussi non sono utili solo per i prospect ma anche per i clienti già acquisiti. Ricordiamoci sempre che il processo di fidelizzazione non si ferma mai!

In conclusione, generare lead e nutrire prospect sono due passi essenziali per il successo del tuo business. Non esiste un ingrediente segreto che, da solo, ti permette di creare queste campagne in pochi passaggi: ogni step deve essere in sintonia con gli altri. Solo così otterrai una relazione efficace con i tuoi clienti.

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